Silvia Bonino Pinerolo Psicologa e psicoterapeuta, è professore onorario di psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Università di Torino -
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CHAT E AGGRESSIVITA'
2017, Gennaio, 27 Bonino Silvia

CHAT E AGGRESSIVITA'

Sono diventate frequenti le chat tra genitori della stessa classe, via Whatsapp, su insegnanti, compiti, compagni, attività varie. Non pochi genitori si trovano a disagio, anche se sovente non osano dirlo, perché si rendono conto che ci sono dei rischi in questa forma di comunicazione. Cerchiamo di capire meglio.

 

Quali sono i rischi di questa forma di comunicazione?

 

I rischi sono quelli che derivano dalle caratteristiche strutturali di questi strumenti, che sfruttano la nostra tendenza alla socialità ma non permettono una socialità vera. I rischi principali sono: la mancanza di rapporto faccia a faccia e il favorire l’impulsività. La mancanza di rapporto reale con le persone non permette empatia e favorisce quindi l’aggressività. L’esigenza di dare una risposta rapida favorisce l’impulsività, a danno della riflessione e di una valutazione pacata delle situazioni: la reazione non è niente più che una “voce dal sen fuggita” . Vengono così favorite soprattutto risposte impulsive e non meditate, a forte carica emotiva, soprattutto di tipo aggressivo.

Tutto questo con l’aggravante che queste risposte restano scritte: verba volant e scripta manent, come ci ricordano gli antichi. Diventa quindi possibile rileggerle, pensarci sopra, rimuginare, con la conseguenza di vivere emozioni sempre più forti, soprattutto aggressive, in un crescendo che può diventare incontrollabile.

 

Presidi e insegnanti sono preoccupati. Sostengono che le chat possano trasformarsi in tribunali virtuali e che i genitori li usano in maniera talvolta offensiva. Perché questo succede, più di quanto possa accadere all'uscita di scuola quando i genitori s'incontrano?

 E’ un rischio più che reale, per le ragioni dette prime. Quando i genitori si trovano di persona, fuori della scuola, agisce la comunicazione “faccia a faccia”, che riduce l’aggressività, favorisce il rapporto, non trasforma parole anche avventate in “pietre” scritte su cui rimuginare. Ne deriva che questioni insignificanti e nate dal nulla possono trasformarsi nella chat scritta in problemi enormi. L’unico modo è evitare il confronto virtuale e praticare quello reale, perché sono le caratteristiche strutturali di questi strumenti a provocare queste conseguenze.

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